Case inerpicate su colli verdi e fioriti, fontane gorgoglianti poste nel mezzo della piazza antistante la chiesa, mercatini del sabato con bancarelle stracolme di lavanda, saponi, olive e spezie… tutto sembra appena uscito da una cartolina, qui, in Provenza – Costa Azzurra. Se ci si riesce a fermare per un po’ in questi villaggi della costa meridionale francese, tuttavia, si scopre che la vita qui scorre esattamente in questo modo: intrecciando tradizione e contemporaneità in modo sapiente ed aggraziato, come trama e ordito vengono annodati tra loro nella famosa fabbrica di tappeti di Cogolin, borgo provenzale noto anche per le sue pipe fatte a mano dagli artigiani del luogo.

La Provenza – Costa Azzurra è un luogo che richiama alla mente immagini di natura molto diversa: l’eleganza di località come Cannes o Saint Tropez, la ruvidezza dei porti di Tolone e Marsiglia, la pittoresca tipicità dei borghi dell’entroterra come Grimaud e Gassin, il sacro che si percepisce nei posti dove grandi penne e grandi pennelli hanno vissuto e lavorato, sono solo alcuni dei vari sapori che il palato di un viaggiatore può gustare, attraversando la regione alla scoperta di ciò che essa sa offrire a chi è pronto per ricevere.

In qualità di ultimo avamposto mediterraneo prima di procedere verso nord, essa è stata nei secoli meta di colonizzazioni e migrazioni. Innumerevoli sono le culture e i popoli che si sono avvicendati sulle sue rive blu: dai focesi, che fondarono il primo nucleo di Marsiglia, ai romani, che impressero un marchio indelebile sul territorio, tanto da lasciare un’eredità culturale  da rendere la corte di Provenza una delle più raffinate e colte di tutto il medioevo. Costanza d’Aragona, prima moglie dello Stupor Mundi Federico II, aveva ricevuto la sua educazione proprio in questo luogo di grande tradizione, e lo stesso Dante menziona la provincia in diversi punti della Commedia. Mentre si va a spasso per i borghi occitani, non è raro trovare cognomi di chiara origina italiana sui campanelli dei portoni, e, più che in altre parti della Francia, ad eccezione forse di Parigi, la presenza di migranti magrebini è assai forte. Non va inoltre dimenticata la presenza della cultura gitana, in questa terra crocevia di migrazioni: documenti rinvenuti nella città di Arles attestano infatti che sin dal 1400 questa affascinante terra era percorsa dalle genti gitane, anche se, da altre fonti, si può desumere che gli zingari siano entrati in Francia sin dal IX secolo. In questo contesto si inserisce il culto gitano della Madonna Nera, la protettrice dei nomadi. In lingua romanì essa si chiama Sara-Kâli, e la tradizione prevede una grandiosa processione a cui i gitani, ferventi fedeli, prendono parte ancora oggi ogni 24 e 25 maggio, quando la statua della Sara Nera viene trasportata dalla cripta fino al mare di Saint Marie de la  Mer. Questo rituale ha radici antiche, sin dai tempi in cui gli zingari arrivavano i Provenza con le loro carovane trainate da cavalli, radunandosi nei pressi della costa della Camargue, dando luogo a celebrazioni, libagioni e canti al chiarore di tante candele e falò.

La Provenza – Costa Azzurra è tutto questo e molto di più. Il cuore della vita mondana, Saint Tropez, accoglie il viaggiatore con la sua patina iridescente di eleganza ed esclusività. Chi volesse cogliere appieno la sua essenza, però, dovrebbe perforare questa pellicola luccicante ed addentrarsi per le vie meno gremite e meno conosciute, che, serpeggiando in salita, menano alla sommità del promontorio, dove si trova la vera perla di questa città: il fortino. Una visita a questo luogo permette al viaggiatore di immergersi nelle nebbie della storia e, forse, se vi si accosta con animo sgombro e giocosamente infantile, lo trasporta tra le pagine di romanzi come “Il conte di Montecristo” o “I tre moschettieri”, in un vortice immaginifico di storia e di storie.

Il profumo dei gelsomini in fiore si spande nell’aria calda e ventosa di giugno, distendendosi lungo tutto il litorale. Ci sono posti come Cavalair – sur – mer, una località che ricorda la banalità delle spiagge romagnole perché priva dell’afflato snob che si può trovare a Saint Tropez. O paesini come Grimaud, la cui anima così esasperatamente provenzale fa quasi sospettare che sia stato tutto architettato ed orchestrato abilmente per soddisfare le aspettative dei turisti.

Se ci si spinge ad ovest, fino alla città portuale di Tolone, si scopre ancora un altro volto di questa terra, quello più screpolato dalla salsedine e più cotto dal sole. Tolone accoglie il visitatore con un aspro e diffidente saluto: è una città che va scoperta in discesa, andando dalla stazione fino al porto, luogo magico, ove essa si schiude del tutto, conducendo il viaggiatore nel suo budello più intimo: il mercato tradizionale che si apre ogni mattina (eccetto il lunedì) nel quartiere medievale. Voci, colori, odori e sapori si mescolano saturando i sensi, il tutto inasprito dal sale che proviene dalle banchine, a pochi metri da lì.

Il viaggio in questa terra del sud francese non può dirsi ancora concluso: vi sono altri suoi volti da guardare, ed il viandante non può esimersi dal continuare il suo percorso verso ovest, là, dove Marsiglia, Aix – en – Provence e Arles lo attendono con i loro tesori.

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