Pillola: profezie provenzali

Quando si parla di profeti e profezie è necessario fare i debiti distinguo: i profeti dell’antica Grecia o erano ciechi o non erano creduti da nessuno o prendevano droghe pesanti per avere delle visioni improbabili, quelli biblici avevano tutti dei nomi bizzarri che finiscono in “ele”, “ea” o “ia” (ia ia oh!).
Poi ci sono i catastrofisti, e tra questi spicca un solo nome: Nostradamus.

In realtà si chiamava Michel de Nostredame, nipote di un ebreo che si era convertito al cattolicesimo e che da Guy de Gassonet aveva mutato nome in Pierre de Nostredame.
Nacque a Saint-Rémy de Provence, cittadina famosa per aver ospitato nel suo manicomio il povero Van Gogh.
L’astrologo viaggiò per tutta la Francia, pare sia sceso addirittura in Italia, precisamente a Torino, città di grande importanza nelle discipline occulte. Dettagli sulla sua vicenda li trovate qui, qui e qui.

Muore di gotta divenuta idropisia a Salon de Provence, dove si era stabilito e dove aveva fondato anche una famiglia.
Per il resto, rimane il dubbio: vero profeta o grandissimo imbroglione? Questo è uno dei rari casi in cui, più che paradossalmente, ai posteri l’ardua sentenza non è dato di formularla.

nostradamus
Michel de Nostredame
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