Benjamin Lacombe, illustratore di sogni

La Francia è conosciuta nel mondo per la sua tradizione fumettistica: le bandes dessinées o BD sono note in ogni dove per la loro peculiarità e per lo stile dalla cifra inconfondibile.
Analogamente l’illustrazione francese vanta un’interessante pletora di nomi conosciuti che hanno esercitato la loro influenza sin dal secolo XVIII.
Il disegnatore e illustratore che ha catturato il mio cuore è il parigino Benjamin Lacombe, classe 1983. Qui il link al suo sito personale e alla sua pagina Wikipedia, nonché al suo profilo Instagram.

Posso ben dirmi una fanatica di questo artista di cui sto collezionando, piano piano, le varie opere, pubblicate in differenti lingue a seconda dell’occasione.
Ad esempio vale la pena mettere le mani sul suo ultimo lavoro, l’illustrazione di “Alice in Wonderland” di Lewis Carrol, in lingua inglese e godere appieno delle immagini scaturite dalla sua matita leggendo il romanzo nella sua lingua originale. Così come per “The tales of the macabre”, i racconti di E.A. Poe, illustrati da Lacombe nel 2010.
“Notre dame de Paris” (pubblicata a cavallo tra il 2011 e il 2012) non può che entrare nella propria biblioteca in lingua francese, e allo stesso modo “Marie Antoinette, carnet secret d’un reine”, il cui testo della storica Cécile Berly ci trasporta nell’intimità della famigerata sovrana, va gustato mantenendo la lingua parlata alla corte di Versailles.

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Benjamin Lacombe, “Notre Dame de Paris”

Il maestoso e regale “Madama Butterfly”, la cui impaginazione lussuosa somiglia più al fondale di un teatro che ad un libro, rappresenta un’eccellenza nella produzione del disegnatore francese il quale cattura con la delicatezza del suo tratto la tristezza e la drammaticità dei personaggi pucciniani.

Allo stesso modo la nostalgia che permea le storie narrate in “Gli amanti farfalla” e “Ondine”, due malinconiche fiabe per adultibambinisognanti, è opacizzata dalla nebulosità onirica dei disegni di Lacombe, dalla cupa leggiadria che il suo tocco aggiunge all’intreccio narrativo.

“L’erbario delle fate” nasce da un espediente delizioso e accattivante, trasportando il lettore-spettatore nel folle e innocente mondo della magia che si cela nel folto dei boschi, lasciando in qualche modo un sapore frizzante e pepato sulla lingua di chi sfoglia le pagine colorate dai toni tenui che Lacombe giostra sapientemente sulla sua tavolozza.

Le mie mediocri recensioni hanno il solo scopo di introdurre il lettore di De amore gallico all’opera di Lacombe: non ho conoscenze tali da poter aggiungere commenti tecnici o stilistici; è solo il cuore a parlare di ciò che gli occhi ammirano quando si posano sui disegni dell’illustratore parigino. Un miscuglio di dolcezza e fantasia, di evasione e sogno che, affiancato a storie e romanzi, riesce a trasportare altrove la mente: tra le crinoline della corte di Francia, nel folto dei boschi russi, nella vita misteriosa di streghe e fattucchiere o magari dall’altra parte dello specchio, nel paese delle Meraviglie.

Tutte le opere di Benjamin Lacombe sono edite in Italia dalla casa editrice Rizzoli.

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2 pensieri su “Benjamin Lacombe, illustratore di sogni

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