Pillola: far west à Marseille

In questi ultimi giorni pare ci sia stata un’eccezionale frequenza di sparatorie in quel di Marsiglia. Non seguo molto i telegiornali francesi, sono estremamente prolissi e gli orari non mi sono consoni, tuttavia non ho potuto fare a meno di notare tali notizie, molto tristi, sull’altissimo tasso di violenza in questa città.

Spero prima o poi si sfati il mito della “cloaca umana di Francia”, perché Marsiglia non merita davvero questa fama, bella, antica e cosmopolita com’è.

Lo ammetto, però: quando ripenso al fatto di vivere con un marsigliese, mi sento molto “donna del gangster”.

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Hermione “La frégate de la liberté”, miracolo francese.

L’ Hermione è stata una fregata di classe concorde appartenente alla marina militare francese, venuta alla luce nell’arsenale di Rochefort, dipartimento della Charente Marittima, nel 1779. La storia di questo bastimento è particolarmente interessante: dotata di una batteria di ventisei cannoni da dodici libbre e da una batteria supplementare, perché non si sa mai, di sei cannoni da sei libbre, il suo nome è legato a quello di un certo marchese de La Fayette, il quale a bordo di essa giunse nelle colonie inglesi che stavano per diventare gli Stati Uniti d’America. Correva l’anno 1780.

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L’Hermione del 1779

L’Hermione aveva dato prova di essere una nave poliedrica, capace di condurre una campagna contro i bastimenti inglesi aventi lettera di corsa che scorrazzavano per gli oceani. La sua carriera fu costellata di successi e di traversate importanti, per finire purtroppo, miseramente, nel 1793, quando la Francia, in piena guerra di Vandea, ricorse alla fregata per condurre l’ennesima campagna contro l’Inghilterra, arcinemica da secoli. Sotto il comando del capitano di battello Pierre Martin, riuscì a far piazza pulita di numerosi bastimenti corsari e fu successivamente portata alla foce della Loira, poco distante dalla città di Nantes, per sostenere le truppe repubblicane contro la Vandea rivoltosa. Il 20 settembre 1793, gestita da una ciurma poco esperta e guidata da un timoniere maldestro, l’Hermione naufragò dopo aver cozzato contro degli scogli a largo di Croisic.

Nel 1997 l’associazione Hermione-La Fayette diede vita ad un grande progetto, o ad un sogno, che penso possa essere riassunto così:

“Pour que vive la liberté, il faudra toujours que des hommes se lèvent et secouent l’indifférence ou la résignation”
La Fayette.

La Fayette a été l’un d’eux, il reste aujourd’hui un symbole. Reconstruire l’Hermione, la frégate qu’il emprunta pour gagner l’Amérique, c’est rendre à La Fayette un hommage authentique et conserver la mémoire d’une grande aventure de solidarité entre les hommes.

L’avventura di costruire un naviglio che fosse la riproduzione esatta della fregata del 1779, con alcune ovvie migliorie tecnologiche, ebbe inizio. Il cantiere fu riaperto in quel di Rochefort e si diede il via ad un’opera di archeologia navale senza precedenti: ogni dettaglio, ogni centimetro della fregata fu ricostruito a mano, utilizzando i metodi antichi e qualche aiuto moderno. Da segnalare la particolarità delle cime (le corde delle navi), intrecciate tutte rigorosamente a mano, incatramate come si faceva ai tempi della prima Hermione. Ebanisti, scultori, carpentieri, fabbri… i mestieri artigianali che sembrano essere in via d’estinzione hanno avuto un ruolo fondamentale nella realizzazione di questo ambizioso progetto: riportare in vita un capolavoro della navigazione
Il varo avvenne il 7 settembre 2014, proprio nel porto di Rochefort, dopo diciassette anni di lavoro incessante. Il 18 aprile 2015 l’Hermione salpò alla volta delle coste americane, riprendendo la rotta percorsa illo tempore dalla prima Hermione, con a bordo La Fayette, pronto a prestare il suo sostegno ai ribelli indipendentisti.

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La Fayette

Tempo fa ebbi modo di vedere in televisione un reportage su quest’opera di follia e di sogno. Oltre che sul processo di costruzione, il documentario si focalizzava sull’equipaggio della nave, eterogeneo in quanto a sesso, età, background e origine professionale dei suoi membri. Una cosa però li accomuna tutti: una luce che brilla nello sguardo, un sogno condiviso e un’esperienza impareggiabile: ridare vita a qualcosa di leggendario e di unico al mondo, riportare sull’acqua un bastimento magnifico e glorioso come l’Hermione del 1779.

Qui il link al sito ufficiale dell’associazione Hermione-La Fayette.

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