Pillola: votare seduti comodamente sul divano di casa propria

Il referendum venturo è la prima occasione, per me, di votare da italiana residente all’estero.
Quando ho inviato la documentazione per l’iscrizione all’AIRE al Consolato Generale d’Italia a Marsiglia, non avevo idea che la modalità di voto sarebbe stata per corrispondenza. Mi aspettavo piuttosto di dovermi recare ad un seggio aperto appositamente in Consolato il giorno del referendum costituzionale.

Invece eccomi qua, seduta al tavolo di casa mia, con davanti la mia scheda elettorale e la possibilità di accedere a pagine e pagine web di politica e dibattito, giusto per schiarire i dubbi dell’ultimo momento sulla mia scelta di voto.

Fa un ben strano effetto esercitare questo diritto, per il quale donne e uomini hanno lottato strenuamente, talvolta anche pagando con la loro vita, qui, tra le quattro mura di casa. Forse si percepisce ancora di più il peso di quella piccola X sulla casella scelta, si sente il potere che giace nelle mani di ognuno di noi, partecipanti della democrazia.

Poi l’occhio cade su pagine web scritte da analfabeti buzzurri, arroganti e cospirazionisti, dalla testa piena di idiozie e convinti di essere depositari di una legge suprema nascosta ai più e celata agli occhi dell’umanità per secoli. GOMBLODDOOH0OO!!!11!!!

Non sono più sicura che la democrazia sia una buona idea.

Così muore la democrazia: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo.

Platone, nell’ottavo libro de “La Repubblica”.

Scuoto la testa per eliminare le idee amare. Io metto la mia X e i miei panni sporchi non me li sciacquo nell’Arno, ma nelle parole di Piero Calamandrei:

Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti. Quanto sangue e quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro a ogni articolo di questa costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, questo è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione.

La X l’ho messa, e la rimetterei lì altre mille volte.

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Pillola: anniversaire e anniversario

Il compleanno è l’anniversario della propria nascita.
Mi interessano sempre le etimologie e le radici linguistiche dei termini, così sono andata a dare un’occhiata a questi due mots.

Anniversario: dal lat. anniversarius, comp. di annus ‘anno’ e del tema di vertĕre ‘volgere’ •metà sec. XIII

Compleanno: dallo sp. cumpleaños, comp. di cumplir ‘compiere’ e año ‘anno’ •prima del 1865.

I francesi utilizzano anniversaire sia per ricorrenze generiche che per il genetliaco. Gli italiani invece hanno differenziato le due cose andando addirittura a prendere in prestito una palabra dall’idioma iberico. Chissà perché?

Comunque a me non importa in quale lingua li si faccia, anche se come sempre ho un debole per l’inglese: gli auguri son sempre graditi, specie se accompagnati da una fetta di torta con una candelina da spegnere per poter esprimere un desiderio.

Ora chiudo gli occhi e penso intensamente al mio desiderio. Spero tanto che si avveri…