Fenomenologia di “Bella ciao”, dei bofs e delle cagoles

L’inverno scorso la serie spagnola “La casa de papel” era sulla bocca e nella testa di tutti. Detrattori, ammiratori, scettici, binge watchers, esperti o meno, “La casa de papel” ha fatto parlare di sé. In più di una scena è comparsa la canzone partigiana “Bella ciao”. Devo ammettere che il contesto e il modo in cui il canto è stato usato ai fini della narrazione era molto bello e significativo: io ho apprezzato davvero questa scelta degli autori.

In Francia alcuni cantanti tra cui Maître Gims e altri bof e cagoles (all’incirca “tamarri e vrenzole”) hanno voluto cavalcarne l’onda e fabbricare una hit estiva rifacimento del canto partigiano nostrano ad uso e consumo dei bof e delle cagoles.

Ora, molti tra questi bof e cagoles non conoscono né la storia né il contesto in cui “Bella ciao” è nato, si è diffuso ed è successivamente diventato un simbolo. Molti tra questi bof e cagoles starnazzano e storpiano le parole così:

O parmigiano, porrrrtame viaaaaah!

Molti tra questi bof e cagoles l’hanno intonata malamente quando la Francia ha vinto il mondiale di calcio maschile, facendo sorgere dubbi in merito al senso di pertinenza e all’impianto di pensiero e di logica che alberga nei loro spiriti. Non che fossimo poi così ottimisti, ma la speranza resta comunque l’ultima a morire.

In ultimo, questo remake à la française di “Bella ciao” ha creato anche un’ulteriore categoria: i sedicenti snob.

Alcuni di essi liquidano la canzone come uno scarto, un prodotto venuto male della tradizione ritalle, ovvero dei ritals che, come ho già spiegato in un precedente articolo, è la parola un tempo dispregiativa che indica gli immigrati italiani in Francia; altri, oltre a definire “Bella ciao” un aborto rital, vi aggiungono la parola “fascista”.

Ouais, mais ça c’est un truc des italiens, c’est un truc des fascistes…

L’affermazione è stata fatta da un trentenne businessman lionese mentre passava un bon moment su un miniyacht, poco lontano dalla spiaggia di Pampelonne, mentre con amici e amiche godeva del vin rosé tipico delle coste provenzali e danzava al ritmo di codesto Maître Gims.

Blame it on the wine, blame it on the ignorance, blame it on the boogie, ” ‘ste cose nun se ponno senti’ “.

La sola cosa positiva è che, se proprio vogliamo, questa avventata affermazione è un termometro abbastanza veritierk di cosa pensa un homme francese dei ritals:

Les italiens? Des fascistes.

Voilà la phénoménologie de “Bella ciao”, des ritals et des italiens en general en France. Et surtout voilà la phénoménologie des bofs et des cagoles ou des “òi energoumenòi” comme mon père dit d’habitude.

C’è di che riflettere.

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4 pensieri su “Fenomenologia di “Bella ciao”, dei bofs e delle cagoles

  1. Bella Ciao è un canto della Resistenza molto popolare che è cantato in Francia dagli anni 1960. La cantavo bambino quando i miei genitori mi portavano alla festa del partito communista. Bella Ciao e Le chiffon rouge de Michel Fugain. Ma è vero che non sono un businessman lionese, ma un povero tizio di Bordeaux 😉

    Alex

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    1. Non ho ben capito che cosa vuoi dire con “un povero tizio d Bordeaux”. Parlavo del businessman lionese con aperto sarcasmo, quindi non dovresti sentirti sminuito o deriso in alcun modo. E comunque l’ articolo non parla di “appropriazione culturale”, espressione molto in voga negli Stati Uniti, quanto di una contraddizione in termini: definire “Bella ciao” fascista è assurdo, e la cosa nella fattuspecie è uscita fuori dalla bocca di una persona che ha frequentato una delle tanto celebrate e ambite “écoles de commerce” francesi, il businessman di cui sopra. È tutto molto indicativo sia del livello di cultura generale delle persone sia dell’impressione che gli italiano danno all’estero. Quella di essere dei fascisti,come se fosse nel nostro DNA.

      Poi critica anche il remake di Maître Gims, che è proprio una roba bof ed inelegante. Ma quella è la mia opinione personale.

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  2. Che la versione di Bella Ciao di Maître Gims sia una roba bof ed inelegante, difficilmente potrei sostenere il contrario…
    Anche il mio “povero tizio di Bordeaux” era sarcastico. Non mi sento sminuito da un tizio (e non importa che sia ricco o che abbia fatto una scuola prestigiosa) che dice che Bella Ciao è un coso dei fascisti. Anzi mi sento una luce nei suoi confronti!… 😉

    Buongiorno Maria Costanza,

    Alex

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