Quando il villain è un villico di villaggio,villano e vilain

Nella mia continua ricerca di curiosità linguistiche e coincidenze storiche, mi sono accorta che alcune parole italiane, francesi e inglesi hanno un antenato comune nel termine latino villa, che tanto è utilizzato sulle colline della Costa Azzurra, dove si annidano i possedimenti di ricconi dalle mille e una Bentley.

Villa, in latino, voleva dire grande casa di campagna. Curioso notare che in italiano, e in francese, il significato è rimasto più o meno invariato, con l’aggiunta, forse, di un accento lussuoso, sfarzoso,

Nell’alto medioevo le ville erano diventate grandi centri di produzione agricola e di allevamento: il signore possedeva terre e magazzini e i contadini o coloni (dal latino colere, coltivare) lo servivano, avendo in cambio vitto, alloggio, protezione… in men che non si dica nacque così l’istituto della servitù della gleba, per farla molto breve e molto semplice.

I coloni erano quindi i villici, gli abitanti della villa, i servitori del signore che attendevano ai lavori agricoli. Abitavano in un complesso di casupole – il villaggio – situato poco lontano dalla magione principale. Dal villico al villano il salto è intellettivo e morale: il villano è colui che, non avendo ricevuto alcuna istruzione, è privo delle buone maniere, della buona creanza, è zotico, scortese, rozzo, impertinente.

Queste caratteristiche negative, in francese, hanno dato vita all’aggettivo vilain. Lo si usa spesso per rimproverare i bambini che ne hanno combinata una grossa, ma anche per definire azioni disoneste, cattive, che non hanno nulla di nobile, di patrizio, specialmente sul piano morale.

L’inglese ha acquisito il termine dal francese e lo ha fatto suo cambiandolo in villain. Villain è la matrigna di Cenerentola, la strega di Biancaneve, Voldemort, la prof.ssa Umbridge, Sauron, Cersei Lannister, Darth Vader, gli yankees che distruggono gli accampamenti Sioux, Cortez che arraffa l’oro degli Inca, i persiani che vogliono far fuori le poleis greche.

A proposito dell’evoluzione semantica dell’aggettivo inglese villain, il dizionario etimologico online riporta:

The most important phases of the sense development of this word may be summed up as follows: ‘inhabitant of a farm; peasant; churl, boor; clown; miser; knave, scoundrel.’ Today both Fr. vilainand Eng. villain are used only in a pejorative sense. [Klein]

La prossima volta che andate a cena in una villa di campagna, state attenti!

Una galleria di villain, tra cui il mio preferito, il Lupo Ezechiele:

Sauron
Voldemort
La Umbridge
Cersei Lannister
Il Magnifico
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Pillola: pilla iacta est

Il pallone è lanciato.

Che vincano le migliori. E davvero non importa che sia la Francia, l’Italia, la Gran Bretagna, la Nigeria… È già una vittoria vedere ventidue ragazze correre dietro ad un pallone in prime time, con una trepidazione attorno che inizia ad assomigliare a quella che vibra per i principali eventi sportivi maschili.

Brave tutte.

Finalmente.

Signore e signori, buona visione dei mondiali di calcio femminile.