Il mistero del punzecchiatore di sederi di Parigi

Parigi, anno 1819. Mentre, nelle pagine di Hugo, Jean Valjean è da qualche tempo uscito di prigione e vive come cittadino rispettabile sotto lo pseudonimo di Monsieur Madeleine, le giovani di buona famiglia tra i quindici e i vent’anni che passeggiano per la capitale sono le vittime del famigerato ‘piqueur de fesses de Paris‘.

Tra l’agosto e il dicembre del 1819, infatti, almeno quattrocento donne (ma anche qualche uomo!) affermarono di essere state subdolamente aggredite da qualcuno con un ago o uno spillone ben appuntito o comunque un oggetto aguzzo posto con molta probabilità sulla punta di un bastone da passeggio.

Immagine satirica (e puramente inventata) che raffigura due piccatori nell’atto di aggredire tre giovani parigine

Le aggressioni sembravano avvenire indiscriminatamente di giorno e di notte: il misterioso piccatore affondava la punta acuminata di questo oggetto non meglio identificato nei sederi, nelle cosce, nei petti o anche nelle braccia della malcapitata che gli si era trovata a tiro.

La voce corse in ogni parte della Francia e, come spesso accade, il pettegolezzo gonfiò i fatti talmente tanto che furono divulgate addirittura fandonie come l’avvelenamento e la morte delle giovani ‘piccate’. Tuttavia il piccatore di Parigi ebbe emuli in tutto il paese, fino a Marsiglia, Bordeaux, Lione e Calais. Pare addirittura che la fama di costui fosse giunta fino in Belgio, dove qualcuno si affrettò a rendergli omaggio replicandone le gesta sulle giovani belghe.

In poche parole era nata una nuova categoria di criminali, i piqueurs, i piccatori. Nel dicembre 1819 la polizia parigina diede alla stampa un comunicato in cui si diceva che:

Un particulier dont on n’a pu se procurer le signalement que d’une manière imparfaite, se fait, depuis quelques temps, un plaisir cruel de piquer par derrière, soit avec un poinçon, soit avec une aiguille fixée au bout d’une canne ou d’un parapluie, les jeunes personnes de quinze à vingt ans que le hasard lui fait rencontrer dans les rues.

Le dame provano i para-fondoschiena

Fu istituita una task-force ante litteram, specialmente dedicata all’indagine sui piqueurs. La pruriginosa natura di questi fatti delittuosi portò i giornali dell’epoca a divulgare immagini satiriche molto divertenti, in cui erano raffigurati anche i fabbri e gli artigiani che, con grande spirito imprenditoriale, cavalcarono l’onda di paura generata dal piqueur mettendosi a produrre ‘para-sederi’ in metallo, delle vere e proprie armature per il fondoschiena delle signore. Ricordiamo inoltre che nel 1819 la moda femminile stava cambiando e che le crinoline, che tutte sole avrebbero potuto fungere da protezione, avevano già lasciato posto agli abiti in stile impero, più attillati lungo il corpo, con la vita alta, appena sotto il seno.

Les gendarmes indagano sulle aggressioni. Notare la moda delle dame, vestite con abiti in stile impero

La vicenda ebbe un tornante nell’arresto di un sarto di trentacinque anni, Bizeul. Non fu preso con ‘le mani nel sacco’, per così dire, e con molta probabilità fu un capro espiatorio, la persona a cui, attraverso un processo sommario si rimproverò di essere questo delinquente erotomane con una perversione legata agli aghi, ai petti e ai sederi. Gli fu comminata una multa di 500 franchi dell’epoca e poi venne condannato a ben cinque anni di galera.

Fabbro alle prese col parasedere

Fu davvero lui? Chi lo sa. Gli attacchi continuarono, sporadicamente, anche dopo il suo arresto, ma il piqueur, o i piqueurs, ebbe talmente tanta notorietà ed così tanti emuli in tutto il paese che ogni conclusione, oggi, potrebbe esser quella sbagliata.

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