Pasticceria Léone: zucchero domenicale, balsamo per il cuore.

Poche cose fanno festa e domenica come un salto in pasticceria.

La pâtisserie Léone a Cavalaire sur mer è un piccolo gioiello di tradizione e colore. Si aprono le porte in legno e vetro di questo angolo di paradiso e ad accogliere il cliente ci sono veri e propri capolavori di zucchero, mobili antichi ricoperti di torte, confezioni colorate di dolciumi su ogni ripiano e, ciliegina sulla torta, un concerto per clavicembalo di Bach diffuso dallo stereo vicino alla cassa vecchio stile.

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L’ingresso alla pasticceria

Sembra di essere saliti sulla giostra a cavallini di Mary Poppins o di essere giunti al Paese dei Balocchi, tanto tutto è colorato, zuccherato e profumato.

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Pasticceria Léone, cavalaire sur mer

L’idea di acquistare qualcosa passa in secondo piano, perché la girandola colorata e fragrante del magasin cattura tutta l’attenzione: enormi meringhe ben disposte in vetrina, torte e crostate a non finire, confetti e caramelle in fila, interrotti solo da cioccolatini e praline a tutti i gusti.

Alle pareti è possibile ammirare quadri di una naïveté commovente e le tradizionali cicale di Provenza in terracotta, coloratissimi porta fortuna di questi luoghi

L’acquolina in bocca è inevitabile, e si cede alla tentazione. Si porta a casa qualche gourmandise con cui concludere il pranzo e accompagnare il caffè. Ça va sans dire che non si viene delusi: la pasta di marzapane è gustosissima e il frutti di bosco che guarniscono le tortine sono freschi e saporiti.

Chiunque bazzichi questo blog con regolarità non avrà tardato a comprendere che razza di golosa io sia. Se il lettore ha abbastanza fiducia in chi scrive e se il suo girovagare lo porterà in quel di Cavalaire sur mer, non esiti a varcare la soglia della pasticceria Léone: indulgere in una di queste delicate prelibatezze non potrà che aggiungere note dolcissime allo spartito del viaggio in terra francese.

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Mobilio antico e sapori tradizionali

Personale riflessione sul mai.

Mesi fa scrissi un breve post sul mio trasloco in Francia. Ora che ho spostato baracca e burattini un’altra volta, l’ennesima migrazione della mia vita (sono all’incirca al tredicesimo trasloco, ma non sono molto sicura perché di mezzo ci sono vagabondaggi più o meno temporanei), posso dire con cognizione di causa soltanto una cosa: mai dire mai.

Quando arrivai per caso a Cavalaire, l’estate scorsa, più per fuggire da un compito ingrato assegnatomi nel giorno libero che per visitarla veramente, mi dissi che mai avrei voluto vivere in una cittadina come quella, che pensai essere una “Senigallia senza centro storico”, quindi abbastanza banale, priva di stimoli e tutto sommato parecchio triste.
Ripenso a tutte le volte che ho detto “mai” in vita mia: me lo sono dovuto rimangiare ben pepato e piccante dopo ogni scherzo del destino che, spiritello beffardo, mi ha portata puntualmente verso luoghi e persone che MAI, appunto, avrei pensato sarebbero diventati parte della mia vita.

Cavalaire è solo un nome tra tantissimi. Ora mi trovo qui e ho la ferma intenzione di cogliere tutto il bene che potrà offrirmi. So per certo che le mie peregrinazioni non sono finite, e d’altra parte chi si ferma è perduto, ma per il momento questa è casa mia.

“L’erba del vicino è sempre più verde”, si dice. Spesso però del prato accanto non ce ne frega proprio niente e l’urgenza che preme davvero sul cuore è invece di vedere parchi, praterie, pascoli, foreste e paesaggi più o meno verdi, più o meno lontani. L’importante, comunque, è andare e compiere il viaggio con chi vale la pena essere. La meta non ha senso perché non esiste, c’è solo quello che accade nell’andare, c’è solo quello che c’è mentre lo si vive.

Machado ce lo dice nel suo poema Cantares.

Todo pasa y todo queda,
pero lo nuestro es pasar,
pasar haciendo caminos,
caminos sobre la mar.

Nunca persegui la gloria,
ni dejar en la memoria
de los hombres mi cancion;
yo amo los mundos sutiles,
ingravidos y gentiles,
como pompas de jabon.

Me gusta verlos pintarse
de sol y grana, volar
bajo el cielo azul, temblar
subitamente y quebrarse…
Nunca persegui la gloria.

Caminante, son tus huellas
el camino y nada mas;
caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.

Al andar se hace camino
y al volver la vista atras
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.

Caminante no hay camino
sino estelas en la mar…

Hace algun tiempo en ese lugar
donde hoy los bosques se visten de espinos
se oyo la voz de un poeta gritar:
Caminante no hay camino,
se hace camino al andar
…”

golpe a golpe, verso a verso…

Murio el poeta lejos del hogar.
Le cubre el polvo de un pais vecino.
Al alejarse le vieron llorar.
Caminante no hay camino,
se hace camino al andar
…”

golpe a golpe, verso a verso…

Cuando el jilguero no puede cantar,
cuando el poeta es un peregrino,
cuando de nada nos sirve rezar.
Caminante no hay camino,
se hace camino al anda
r…”

golpe a golpe, verso a verso.

Caminante, no hay camino, se hace camino al andar.

Viandante, non c’è meta, la meta si fa con l’andare.

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Antonio Machado