Pillola: candelora, candelora, dall’inverno semo fora

La Candelora è una festa sentita non solo in Italia, ma anche in Francia, che per tradizione associa le crêpes a questa ricorrenza religiosa.

Essendo la Candelora la commemorazione della presentazione di Gesù al tempio e anche della purificazione di Maria dopo il parto, essa diventa una ricorrenza legata alla luce e alla catarsi, uno spartiacque tra il cuore dell’inverno, tempo di buio e ristrettezze, e le prime avvisaglie di primavera, ovvero il periodo dell’abbondanza e della prosperità: si dice allora che, nel giorno di Candelora, si debbano far saltare le crêpes tenendo stretta in mano una moneta d’oro.

Questo perché sin dall’antichità il soldino presente in ogni rituale apotropaico o benaugurale ha la funzione di attirare ricchezze e di scacciare la penuria e la carestia (mettiamo sempre una moneta nel portamonete nuovo che regaliamo ad un amico per il compleanno, o rendiamo sempre un soldino all’amica che ci dona un foulard a Natale).

Dunque non mi resta che augurarvi buona Candelora ed un 2018 di abbondanza e gioia!

Ah… e anche bon appétit avec les crêpes!

Ringrazio Anna Maria Fedeli per il suggerimento.

Pillola: il dilemma delle crêperies bretonnes e delle pizzerie napoletane

La pizza nasce a Napoli.
Le crêpes nascono in Bretagna.

La pizza si diffonde in tutto lo stivale.
Le crêpes si diffondono in tutto l’héxagone.

Non tutte le pizzerie italiane sono gestite da napoletani.
Non tutte le crêperies francesi sono gestite da bretoni.

La pizza è la specialità italiana più famosa all’estero.
La crêpe è la specialità francese più famosa all’estero.

La pizza napoletana che si mangia all’estero fa schifo a noi italiani.
Ergo le crêpes bretonnes che ci siamo sempre sbafati alle fiere di paese con due dita di Nutella spalmate sopra, credendole il meglio del meglio che la Francia avesse a offrirci, fanno schifo ai francesi?

Il sondaggio è aperto. Voglio tutta la verità.
Sul cibo non scherzo mai.