Pillola: una lingua all’antica

Spesso mi soffermo col pensiero su alcuni termini della lingua francese. Non è il mio idioma preferito, lo ammetto. L’inglese, nel mio cuore, ha un posto speciale e non verrà mai detronizzato. De gustibus. E non accetto repliche.

Ma certe originalità nel passaggio italiano-francese e viceversa sono degne di nota.

Per esempio le parole souvent, tôt, se souvenir, s’appeler, amener, acheter hanno il loro esatto equivalente nei termini sovente, tosto, sovvenirsi, appellarsi, menare, accattare.

Sono tutti vocaboli dal sapore antico, da “Giornalino di Giamburrasca” o magari (e qui mi riferisco esplicitamente ad “accattare”) da gentiluomo napoletano d’altri tempi.

Che sia anche in queste sfumature d’antan il sottile fascino del francese?