Pillola: buon anno nuovo ed evviva la Befana

Il nuovo anno è iniziato stappando lo champagne e mangiando lenticchie. Una bella unione di diverse tradizioni e abitudini legate a questa ricorrenza.

Tra poco arriverà la Befana a portar dolci o carbone, dipende da come ci si è comportati. Una volta, da piccola, ricevetti del carbone. Il messaggio giunse forte e chiaro.

Quando devo spiegare ai francesi che in Italia non abbiamo la galette des rois ma che aspettiamo una vecchietta col fazzolettone in testa che venga nottetempo a cavallo di una scopa a riempire calze di lana appese al camino, mi chiedono se non sia una strega.

No, la Befana non è una strega, ma come è possibile raccontare un personaggio così legato alle tradizioni contadine italiane a degli stranieri? Per farla breve, ai francesi dico sempre che le streghe sono arcigne, portano il cappellaccio da fattucchiera e hanno un gatto o un corvo al seguito; la Befana, invece, è sorridente, anche se ha pochi denti; ha la pezza da contadina che le copre il capo, con cui all’occorrenza può ripararsi da freddo, pioggia, sole e vento impetuoso mentre vola tra comignoli e tetti; non ha animali sulla scopa con lei, perché non infliggerebbe mai una pena simile a nessuna bestiola: preferisce lasciarli a casa sua vicino al camino a custodire la sua dimora. Porta un sacco sulle spalle, pesante e ingombrante. Se fosse una maga potrebbe renderlo leggero e minuscolo all’occorrenza, invece no, la sua magia è solo dedicata ai bambini e ai premi che meritano di ricevere.

La Befana non è bella ma piace, è severa ma giusta, saggia e un po’ burlona… a me, da piccola, faceva meno paura lei che Babbo Natale!

Il mio buon proposito per il 2019 è di assomigliare un po’ più alla Befana, magari non fisicamente, ma nello spirito e nelle azioni, nella coerenza e nella faccia tosta.

Buon anno, francesi, italiani, chiunque voi siate. Fatemi sapere che cosa troverete nella vostra calza, domenica.

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