Les gorges du Verdon e il villaggio della stella.

La vista del lac de la Sainte-Croix

Sublime e panica è la manifestazione della natura alle Gole del Verdon. Il fiume omonimo attraversa la montagna creando un budello turchese nel mezzo della roccia, un canyon di altezza vertiginosa, tra i 250 e i 700 metri di profondità.

Les gorges du Verdon

La corniche sublime è un percorso che permette di ammirare le gole percorrendole dal lato meridionale.

Una vista dei monti
Rapaci in volo

Una visita al villaggio di Moustiers Sainte-Marie, meraviglia nascosta tra i dirupi, è d’obbligo: oltre ad essere conosciuto per le faïences estremamente fini e delicate, il paesino ospita un santuario mariano al quale si accede dopo un’ardua salita che sa mettere a dura prova anche gli spiriti più devoti. Mentre si sale, col fiato corto e le gambe bollenti, si deve alzare il capo verso il cielo: una stellina dorata pende da una catena tesa in mezzo alle due pareti rocciose; essa adorna il cielo di Moustiers e veglia sui suoi abitanti. Vista da lontano, sembrerebbe la stella cometa che brillò sulla capanna della Natività, guidando i Magi da oriente. Secondo lo scrittore Frédéric Mistral essa fu un ex voto dedicato alla Vergine Maria da parte del cavaliere crociato Blacas. Egli fu fatto prigioniero dai saraceni. Pregò Maria di risparmiargli la vita e promise che, se fosse tornato sano e salvo nel suo villaggio, vi avrebbe fatto appendere una stella in suo onore.

Un tratto della salita verso il santuario
Mentre si sale verso la vetta
Verso il santuario
La ceramica di Moustiers

Se le prossime vacanze vi porteranno Oltralpe, fate pure le vostre foto ai campi di lavanda, sì, magari andate a fare il bagno a Pampelonne, certo, ma prendete il tempo di immergervi in questo angolo di Provenza selvaggio, antico, misterioso e ricco di fascino.

Pillola: la Santa Barbara e le tradizioni provenzali

Oggi, 4 Dicembre, è il giorno di Santa Barbara martire. Patrona dei vigili del fuoco, della marina militare, degli artiglieri, degli artificieri e degli architetti, è un personaggio storico attorno cui sono sorte moltissime leggende, nutrite senza dubbio dalla Legenda Aurea, il best-seller di Jacopo da Varagine, frate domenicano e grande agiografo vissuto nel Duecento.

Dicevamo, le vicende di Santa Barbara sono variegate e differenti, a seconda della fonte a cui ci si accosta per apprendere sulla sua vita. Ad ogni modo, tutte hanno alcuni tratti in comune: un padre orribile che la vuol costringere all’abiura del cristianesimo e che le fa subire tutti i più inenarrabili supplizi, la capacità di attraversare i muri, la volontà di far aprire una terza finestra nella torre in cui è rinchiusa per simboleggiare così la Santa Trinità, il dono del volo, qualche folgore qua e là sparsa che si porta via uomini malvagi che l’hanno osteggiata nella sua fede in Cristo.

In Provenza c’è una tradizione che riguarda il giorno di Santa Barbara: si devono mettere a germinare in tre ciotoline, con un po’ di terra o di cotone inumidito, tre manciate di chicchi di grano del raccolto precedente, o qualche lenticchia, o dei piselli. Se i chicchi germinano a dovere, allora l’anno venturo si prospetta buono, secondo l’adagio provenzale:

Quand lou blad vèn bèn, tout vèn bèn !

Quando il grano viene su bene, tutto andrà bene!

Perché le ciotoline debbono essere tre? Per simboleggiare la Santa Trinità, così come Santa Barbara insisteva tanto per far costruire una terza finestra nella torre in cui il padre la teneva prigioniera.

Buona Santa Barbara a voi, nella speranza di un anno in cui la terra dia buoni frutti e sia meno ferita dalle azioni dell’uomo. Un saluto dalla costa provenzale, martoriata dalle intemperie di queste ultime settimane.

Santa Barbara Martire

Pillola: monsieur Serge

Monsieur Serge è un anziano francese che parla con il tipico accento del sud. I capelli, che sono argentati bluastri, gli ricadono lunghi sulle spalle. È sempre abbronzato e il profilo grifagno lo fa assomigliare ad una di quelle illustrazioni d’epoca de “I tre moschettieri”: gli mancano spada, cappello e stivaloni per fare un perfetto Athos.

Monsieur Serge era un pasticcere e ristoratore, da giovane. Ora è in pensione, ma non riesce a star fermo senza far nulla e talvolta svolge qualche lavoro come giardiniere.

Non è sposato, non ha figli, gli rimane solo una sorella che abita lontano. Fino a qualche mese fa le telefonava ogni settimana dall’ultima cabina telefonica del villaggio. Ora che anche quella è stata soppressa dalla compagnia telefonica, monsieur Serge si è visto costretto ad acquistare un cellulare. E tuttavia si ostina a non usarlo, preferendo scrivere alla sorella delle lunghe lettere, come si faceva una volta

Siccome era un pasticcere, quando la mattina scende all’edicola per ritirare il suo giornale acquista anche qualche gratta e vinci dal nome “Dessert en or”. Commenta le notizie del giorno, borbotta tra sé e sé, ride senza troppo curarsi di chi lo circonda. Esce a prendere il caffè, incontra i suoi amici del paese, specialmente monsieur Gegé, sempre con il cappello da pescatore e gli occhiali da sole, che aspetta il momento buono per scommettere sulle corse dei cavalli.

Monsieur Serge ama cucinare, però non ha nessun familiare per cui poterlo fare, così ogni giorno, a pranzo, prepara qualche cosa di buono e lo porta a Tonia, la bionda commessa dell’edicola, che gli vuole tanto bene.