Rebecca Dautremer ed il suo cosmo di carta e colori

Il nome forse non vi dirà niente, ma aspettate di vedere una delle sue illustrazioni e non potrete fare a meno di riconoscerne la cifra, lo stile, la profumata e silenziosa meraviglia che i personaggi da lei creati sprigionano dalla carta.
Rebecca Dautremer è un’illustratrice francese che tocca tutti gli angoli più acuti e profondi della sua professione, arrivando a firmare per Kenzo la grafica della conosciutissima fragranza Flower by Kenzo e ad occuparsi anche di film d’animazione.

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Un’immagine tratta da “Alice nel paese delle meraviglie” illustrato da Rebecca Dautremer

 

La Dautremer è artefice di vere e proprie magie: ho trovato strepitosa la sua versione di “Alice nel paese delle meraviglie”. Oramai assuefatti al personaggio disneyano o al suo corrispettivo marcato Tim Burton, grazie all’illustratrice francese facciamo invece la conoscenza di una Alice bruna, dal volto indecifrabile e vagamente orientale. La bacchetta magica di Rebecca Dautremer rende il già labirintico romanzo carrolliano se possibile ancor più stordente ed intrigante. Le tinte che spesso fanno da sfondo alle avventure della ragazzina sono tenui e nebbiose, quasi ad avvolgere di malinconia l’intreccio della storia, carica di nonsense e di profonde verità.

Nella mia collezione personale di libri d’illustrazione vi è un posto speciale per un volume intitolato “Principesse dimenticate o sconosciute”, scritto da Philippe Lachermeier, con i disegni della Dautremer. Vi si legge di personaggi inverosimili e meravigliosi, come la Principessa Fasollà:

Primo violino dell’orchestra della corte reale, diretta dal marito, il maestro Tempo Moderato. Suona in “assolo” e “pizzicato”. “Agitato” quando è furibonda. E per suo marito: qualche volta “affettuoso”, più spesso “amoroso”.

O ancora della principessina Pupupidù:

Un piccolo donnino. Ancora un fagottino, un gioiellino non più alto di una mela in un cestino. Con quell’aria da agnellino è un vero tesorino. Di notte può portare alla follia l’intera via. Come unico rimedio una ninnananna in più che cominci sempre con: “Pupupidù…”

Tuttavia il volume con cui l’artista originaria di Gap è diventata famosa è un libriccino sottile sottile ma che tratta di un argomento grande grande. Sto parlando de “L’innamorato”, ovvero: quando i bambini scoprono le pene d’amore. Pubblicato nel 2003, esso ha al suo interno una carrellata di immagini poetiche e leggere, che fanno venire le farfalle nello stomaco al solo guardarli.

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“L’innamorato”

Nel 2012 l’illustratrice pubblica un’opera che è un circo fatto di carta, un carnevale di personaggi, storie e immagini che racchiude il meglio della sua carriera fino a quell’anno: “Il piccolo teatro di Rebecca”. Chiunque lo abbia aperto penso che non sia rimasto indifferente: una giostra di fantasia e magia si spalanca di fronte agli occhi e invita a salirci sopra per scendere solo all’ultima pagina, quando si è viaggiato attraverso mondi, racconti e colori meravigliosi.

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Il piccolo teatro di Rebecca
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Il piccolo teatro di Rebecca

 

I libri illustrati da Rebecca Dautremer sono editi in Italia da Rizzoli e da Donzelli.

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