Pillola: fiori, confetti e superstizioni

Essendo periodo di cerimonie, di recente mi è capitato di ricevere bomboniere italiane e bomboniere francesi. Ho potuto notare una cosa, nelle due, che consiste di un minuscolo particolare ma che, almeno per me, fa un’enorme differenza.
La bomboniera della cresima che ho ricevuto da parte di una famiglia di carissimi amici siciliani recava all’interno cinque confetti, mentre quella francese, che proveniva dagli zii del mio compagno, ne aveva otto.

Allarmata, al momento dell’apertura, ho domandato quale sciagurata idea fosse venuta in mente agli zii francesi: confetti pari? Non si era mai sentito! Mi hanno spiegato che in Francia non esiste la superstizione dei confetti dispari, così come non è importante accertarsi del numero di fiori che si offrono a qualcuno. Da che mondo è mondo, almeno per me, ai vivi si donano fiori in numero dispari (a parte la famosa dozzina di rose rosse, sempre benaccetta), mentre ai morti si portano fiori in numero pari.

Sono andata a controllare l’origine di queste superstizioni, che per me sono un po’ la “noce moscata della vita”: il confetto, tra l’altro uno dei cavalli di battaglia del made in Italy, nacque nell’antica Roma sotto forma di mandorla ricoperta di una mistura di miele, acqua e farina. La stessa parola sbandiera ai quattro venti la sua origine latina: confectum da conficere, ovvero confezionare. La tradizione vuole che, nei matrimoni, si offrano agli ospiti confetti in numero dispari per rappresentare l’indivisibilità della coppia. Più in generale, i detti popolari attribuiscono ai numeri dispari una carica fortunata, forse dovuta alla presenza massiccia degli stessi nella religione cristiana: tre come la Trinità, sette come i doni dello Spirito Santo e le Virtù, nove come potenza di tre e pertanto una “super Trinità”. Il dodici, però, pur essendo un numero pari, è benigno perché ricorda le dodici tribù di Israele e i dodici apostoli.

Presumo che lo stesso discorso valga per i mazzi di fiori.
Ma ora che so che in Francia non si fa caso a queste cose, mi sono resa conto di non aver mai contato i fiori che il mio compagno mi ha regalato nel corso del tempo. Temo di aver ricevuto sovente mazzi pari, ed è da cinque minuti, ormai, che ho il piede attaccato alla base del tavolino, fatta di ferro.
La cosa non si ripeterà più, dopo la lezione di superstizione che gli ho propinato all’apertura delle bomboniere di cui sopra. Confido nel fatto che non lo dimenticherà mai.

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